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Le regole del bene comune.

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"IMPRESA E BENE COMUNE:

L'UCID PROPONE

LE REGOLE DEL BENE COMUNE"

Le regole del bene comune

 

  1. Secondo il pensiero più volte espresso dalla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, il “bene comune” costituisce un preciso criterio guida di carattere generale. In base a questo pensiero, infatti, il profitto (e, quindi, l’attività economica in senso lato) sarà giusto, solo quando e solo se, l’attività economica abbia incrementato il bene comune. Questo primo principio andrà tenuto presente, in ogni ulteriore valutazione per la sua modernità e attualità.

  1. Ricevuto, così, con il concetto di bene comune, un criterio guida di carattere generale, si evidenzia subito la necessità di offrirne una definizione sintetica, proprio per poter diffondere e condividere il messaggio, con semplicità.

  1. Ora, tentando una possibile sintesi, occorre dire come nel concetto bene comune debbano rientrare anzitutto tutte le entità materiali necessarie alla vita dell’uomo, come il sole, la terra, gli animali, la flora, senza dimenticare anche le entità elaborate dal diritto e dall’economia, come le proprietà, le comunità internazionali, nazionali, le istituzioni, le borse valori e le imprese. Ma, soprattutto, occorre dire come per bene comune, si debbano intendere tutti i benefici immateriali che danno all’uomo un appagamento spirituale, come i sentimenti, l’ingegno, la famiglia, l’amicizia, la pace, la cooperazione.

  1. Chiarito quanto precede, bisogna subito dire come l’uomo sia il cuore pulsante  e il “centro”, del bene comune. In pratica, come Nostro Signore è il motore del creato, in cui ha instillato i meccanismi della vita, così l’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, ha un ruolo centrale e primario, nella organizzazione e nella valorizzazione del bene comune, in quanto soggetto promotore e contemporaneo oggetto destinatario, del bene stesso.

  1. L’uomo ha appunto il compito di realizzare il bene comune e, per far questo, dovrà adottare le azioni utili a produrre la cooperazione, la pace, la migliore economia, l’organizzazione sociale, con lo scopo di rendere vantaggiose per tutti, le proprietà, gli enti pubblici, le imprese e il mondo economico in generale.

  1. Nel loro lavoro, gli operatori dovranno ispirarsi all’opera del Creatore che ha impresso nella natura, le “speranze”, le aspirazioni e i meccanismi,  con cui i singoli beni vivono, si  rinnovano e si combinano tra di loro. Il bene comune realizza se stesso, appunto, quando le speranze e le aspirazioni individuali, impresse dal Creare in ciascuna individualità, si soddisfano reciprocamente, cooperando e interagendo.

  1. Per orientare il bene comune, bisognerà utilizzare come leva, le leggi, i provvedimenti e le azioni, che siano in grado di raccogliere e di comprendere le speranze dell’uomo ossia quei mezzi che siano in grado di rendere sempre meno ardue e sempre più facili le attività che realizzano il bene comune, utilizzando, appunto come leva, la incentivazione e la comprensione antropologica delle aspettative dell’uomo.

  1. Storicamente l’impresa è la più grande produttrice di beni e servizi utili alla collettività, come i medicinali, gli alimenti, i trasporti, gli ospedali, nella cui produzione ha sviluppato i più avanzati metodi organizzativi, ragion per cui occorrerà tenere presente questo fenomeno e queste capacità dell’impresa, nelle proprie valutazioni, sui metodi da utilizzare.

  1. L’impresa non è di per sé contrapposta alla solidarietà proprio perché, oltre a detenere tanti primati, risulta essere la effettiva creatrice dei beni utili alla solidarietà: proprio per questo valorizzando prioritariamente le imprese che sono orientate a realizzare il bene comune e a creare beni e servizi di sostentamento dell’uomo, significherà ottenere un giovamento diffuso a favore di tutta la collettività.

  1. Non tutto il bene comune dipende dagli imprenditori e questo va detto proprio perché, a proposito della solidarietà, si rivolgono le proprie esortazioni, quasi sempre e solo all’impresa, mentre al contrario, tutti gli operatori in genere saranno chiamati a collaborare e a lavorare per la realizzazione del bene comune e, soprattutto, per il miglior risultato generale.

  1. Per contribuire a loro volta alla migliore realizzazione del bene-comune, anche lo Stato e le istituzioni pubbliche, nel rispetto e nella valorizzazione del criterio della sussidiarietà, dovranno compiere le innovazioni necessarie, attuando quelle metodologie che la gran parte delle imprese hanno ormai collaudato da anni.

 

 

 

 

 

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